Libri di Libri Archivi - Editoria & Letteratura https://editoria.letteratura.it/category/blog/libri-di-libri/ Blog del Laboratorio di editoria diretto da Roberto Cicala Sun, 02 Mar 2025 11:05:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.5.5 https://editoria.letteratura.it/wp-content/uploads/2019/01/cropped-Icona-e1547805980831-32x32.png Libri di Libri Archivi - Editoria & Letteratura https://editoria.letteratura.it/category/blog/libri-di-libri/ 32 32 I nuovi “Meccanismi dell’editoria” fra IA, generi emergenti e accessibilità https://editoria.letteratura.it/i-nuovi-meccanismi-delleditoria-fra-ia-generi-emergenti-e-accessibilita/ https://editoria.letteratura.it/i-nuovi-meccanismi-delleditoria-fra-ia-generi-emergenti-e-accessibilita/#respond Sun, 02 Mar 2025 11:04:05 +0000 https://editoria.letteratura.it/?p=9083 “Il mondo dei libri dalla carta all’intelligenza artificiale” è il sottotitolo dell’edizione 2025 del volume di Roberto Cicala I meccanismi dell’editoria pubblicato Mulino con oltre cento case studies editoriali, glossario inglese ed espansioni digitali e multimediali on line, con focus sui fenomeni romance, graphic novel, booktoker, ghostwriter e pseudonimi, sull’accessibilità e sui dati di settore aggiornati.

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“Il mondo dei libri dalla carta all’intelligenza artificiale” è il sottotitolo dell’edizione 2025 del volume di Roberto Cicala I meccanismi dell’editoria pubblicato Mulino con oltre cento case studies editoriali, glossario inglese ed espansioni digitali e multimediali on line, con focus sui fenomeni romance, graphic novel, booktoker, ghostwriter e pseudonimi, sull’accessibilità e sui dati di settore aggiornati. Il Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica segnala quest’opera nata in collaborazione con le nostre ricerche: un libro che si rivolge ai lettori forti, ai giovani e a chi vuole capire l’attuale società attraverso questo prodotto culturale in continua mutazione.

Dalla quarta di copertina: “Uno dei maggiori esperti del settore racconta l’innovazione e la tradizione nelle fasi di progettazione, produzione e promozione del libro, sia cartaceo che e-book. Un’introduzione all’universo librario attuale, alle professioni culturali dentro e fuori le case editrici e alle modalità nuove di lettura, in presenza e in digitale, con l’analisi di casi esemplari, dai Gialli Mondadori a Harry Potter, da Calvino a Eco, da Gomorra a Elena Ferrante e Zerocalcare, dal self publishing alle piattaforme social. Nuova edizione aggiornata con dati al 2025 e con focus su accessibilità e sostenibilità, su generi emergenti come graphic novel e romance, su fenomeni come i booktoker e altri trend social, oltre ad approfondimenti sulle trasformazioni dei mestieri della filiera tramite l’intelligenza artificiale e un glossario inglese-italiano del comparto. È un viaggio dall’autore al lettore dentro la mediazione editoriale per capire l’attuale società attraverso questo prodotto culturale che, pur in continua mutazione, resta in equilibrio tra materialità e immaterialità, artigianato e industria”.

Indice completo del volume: clicca qui

Dall’introduzione. Un viaggio nella filiera editoriale per interpretare i cambiamenti della società attuale. L’editoria sta cambiando, soprattutto dopo l’esplosione dell’intelligenza artificiale, ma è difficile capire quale sarà la nuova dimensione e soprattutto quella futura. Tutti pensiamo di conoscere questo oggetto, apparentemente semplice nel suo manifestarsi in un parallelepipedo di carta e inchiostro più o meno tascabile oppure in uno schermo più o meno portatile; tuttavia questo prodotto culturale, vecchio di oltre cinque secoli e sempre nuovo anche nelle sue forme digitali, ha una complessità insita nei meccanismi della sua filiera, dall’autore al lettore.§
Dietro le quinte di un best seller, di un’edizione di studio o di un testo scolastico stanno professioni, processi, tecnologie, azioni comunicative e tipologie di ricezione che stanno attraversando trasformazioni, ma che possono essere conosciute, interpretate e vissute al meglio soltanto a patto di non disattendere l’esperienza maturata fin qui, soprattutto nel Novecento. Con il titolo I meccanismi dell’editoria si intende offrire un’introduzione aggiornata all’universo librario attuale, ai mestieri culturali dentro e fuori le case editrici, fino alle più diverse consuetudini di lettura, collocandosi all’interno della vasta bibliografia di settore, tra le indagini più storiografiche e gli strumenti più tecnici. Il metodo privilegia l’esperienza e l’esemplificazione, fondendo la teoria di un manuale sui meccanismi della filiera con la pratica di oltre sessanta casi legati alla contemporaneità dell’editoria italiana, caratterizzata da una bibliodiversità e da uno spiccato policentrismo, con una profondità storica che va dai primi «Gialli» Mondadori a Harry Potter e L’amica geniale, da Calvino a Eco e Zerocalcare, dal self publishing alle piattaforme social di crowdfunding. Il taglio saggistico, con molte citazioni che fanno ascoltare la voce degli addetti ai lavori, lascia il posto nella parte centrale ad approfondimenti più formativi, anche sulla terminologia di settore, con un glossario essenziale di riepilogo e con contenuti extra nello spazio web Pandoracampus, dove sono presenti indici di ricerca aggiuntivi (case editrici, collane e opere letterarie citate: utili per ricerche), aggiornamenti e materiali ulteriori, anche multimediali e video.
È un diario di viaggio esteriore e interiore, materiale e mentale, che ricostruisce e ricompone il complesso delle parti che costituiscono la macchina editoriale e che sono tra loro collegate in modo da ottenere gli effetti sperati: lo stupore di una storia che commuove in un romanzo, l’emozione di un pensiero suscitato in un saggio, l’entusiasmo di poter conoscere un mondo inesplorato in un manuale, le parole che non si trovavano rivelatesi d’un tratto in una poesia, i fenomeni emergenti che traghettano le nostre narrazioni in un mondo liquido e interattivo. È un itinerario dall’autore al lettore per seguire in presa diretta l’esperienza intellettuale di ogni libro.

Una citazione: « Un editore può anche affrontare il proprio lavoro sulla base di una ipotesi di lavoro molto azzardata: che tutto, ma proprio tutto, deve cambiare, e cambierà». (Giangiacomo Feltrinelli)

 L’autore: Roberto Cicala insegna all’Università Cattolica di Milano e all’Università di Pavia, dove dirige il master in editoria. È editore di Interlinea. Collaboratore di riviste e quotidiani tra cui “la Repubblica” e “Avvenire”, ha pubblicato Bibliografia reboriana (Olschki) e I libri di Carlo Dionisotti (Scheiwiller) con Valerio Rossi. I suoi libri con il Mulino sono: Da eterna poesia. Un poeta sulle orme di Dante: Clemente Rebora (2021) e Andare per i luoghi dell’editoria (2024). Ha inoltre curato inediti di Rodari, Rebora e Vassalli acanto a saggi di storia editoriale su Einaudi, Mondadori, Feltrinelli, Dehoniane, Vita e Pensiero, tra gli altri.

 I meccanismi dell’editoria. Il mondo dei libri dalla carta all’intelligenza artificiale, Il Mulino, pp. 296, euro 24  compreso accesso a piattaforma web Pandoracampus con contenuti aggiuntivi in aggiornamento, audiolibro e test, 978-88-15-39162). Disponibile su Il Mulino, Amazon, Ibs/Feltrinelli, Hoepli e altri bookshop.

 


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I “Quaderni del Laboratorio di editoria” vanno in distribuzione nazionale https://editoria.letteratura.it/i-quaderni-del-laboratorio-di-editoria-vanno-in-distribuzione-nazionale/ https://editoria.letteratura.it/i-quaderni-del-laboratorio-di-editoria-vanno-in-distribuzione-nazionale/#respond Wed, 15 Jan 2025 08:25:24 +0000 https://editoria.letteratura.it/?p=9066 La collana sul mondo dell’editoria dell’Università Cattolica diretta da Roberto Cicala raccoglie le ricerche di giovani ed è edita da Educatt con la consulenza di Daniele Clarizia: ora trova una distribuzione nazionale più allargata grazie all’accordo con Interlinea «Ultimo tra i compiti dell’editoria di cultura per i prossimi vent’anni mi pare il recupero della felicità. […]

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La collana sul mondo dell’editoria dell’Università Cattolica diretta da Roberto Cicala raccoglie le ricerche di giovani ed è edita da Educatt con la consulenza di Daniele Clarizia: ora trova una distribuzione nazionale più allargata grazie all’accordo con Interlinea

«Ultimo tra i compiti dell’editoria di cultura per i prossimi vent’anni mi pare il recupero della felicità. Bisogna che il gruppo editoriale sia tutto partecipe, conosca tutto quello che si progetta, senta come proprio il progetto comune» (Giulio Einaudi).

La collana nasce dal Laboratorio di editoria che la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano ha istituito, nell’anno accademico 2002-2003, a fianco del corso di Editoria libraria e multimediale, prima cattedra italiana di settore. Questi volumi trovano i loro argomenti nel mondo dell’editoria letteraria e dei suoi protagonisti: partendo dalla sperimentazione in aula, ciascun volume si trasforma nel frutto di una vera e propria officina editoriale, un piccolo laboratorio artigianale che ha consentito negli oltre vent’anni di attività un’esperienza di progettazione e cura editoriale a giovani e appassionati studenti che hanno sviluppato le loro competenze provando in prima persona che cosa significa allestire un libro in tutte le sue componenti (dal titolo ai testi, dalla redazione alla correzione delle bozze, con scelte relative agli elementi paratestuali) e molti di essi sono entrati a pieno titolo nelle professioni della filiera editoriale.

In questi titoli passione e ricerca si incontrano, raccontando l’esperienza di un gruppo che attorno alla cattedra di editoria di Roberto Cicala ha dedicato a libri, autori e collane molti studi e tesi di laurea, lavorando anche su carte d’archivio inedite. L’attenzione al mondo dell’editoria spazia dallo studio del passato, celebrando il secolo della De Agostini, dell’editore Rusconi e di Mondadori ed Einaudi, fino alla ricerca sull’oggi, la crisi del libro, i mestieri dell’editoria e i più recenti casi editoriali, legati a tematiche scelte dagli stessi studenti.

I progetti si giovano sempre del confronto con alcuni degli attori principali di questo mondo, come Carlo Carena, Gian Carlo Ferretti, Ernesto Ferrero, Roberto Cerati, Ulrico Hoepli, Federico Enriques, Rosellina Archinto, Sebastiano Vassalli e molti altri nomi dell’editoria italiana che hanno risposto agli interrogativi, anche provocatori, degli studenti e alla loro voglia di far parte del mondo dei libri.

La collana “Quaderni del Laboratorio di editoria” (“Quale”) si compone di più serie:

  • Studi”: per le ricerche di laureati e giovani studiosi nell’ambito dell’editoria letteraria novecentesca. I volumi sono il risultato degli studi e delle indagini condotte in archivi, che offrono spesso documenti inediti. Vengono approfonditi casi editoriali, collane, parabole culturali di alcune celebri case come Mondadori, Einaudi, De Agostini, Rusconi, EDB.
  • Strumenti”: estratti, letture a uso didattico e manuali a uso pratico con argomenti legati alla storia del libro e alla pratica dell’editoria, dalle origini al Novecento, con particolare attenzione al lavoro redazionale.
  • Cataloghi di mostre bibliografiche”: sintesi iconografiche e antologiche su soggetti di esposizioni documentarie e librarie, da Dante a Rebora, dal filologo Contini in rapporto allo stampatore Tallone a esperienze creative attraverso le carte d’autore, per esempio di Sebastiano Vassalli, oltre a storie editoriali di settori particolari come gli atlanti.
  • Officina”: volumi realizzati dagli studenti nell’officina del Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica. Frutto di un’esperienza di progettazione e cura editoriale, questi volumi offrono un’ampia scelta di casi editoriali e letterari di volta in volta studiati alla luce di un tema dominante, sotto forma di antologie tutte da leggere. Diversi titoli sono accompagnati da booktrailer nel canale YouTube LaboratorioEditoria: https://www.youtube.com/user/LaboratorioEditoria

Sito web istituzionale: http://progetti.unicatt.it/laboratorioeditoria
Blog Letteratura&editoria: https://editoria.letteratura.it

TITOLI IN COLLANA AL 2024

  1. ROBERTO CICALA, 100 anni di editoria. Storia dell’Istituto Geografico DeAgostini 1901-2001, con iconografia a cura di Paolo Boroli, presentazione di Marco Drago, Isu Università Cattolica, pp. 86, ill.
  2. Libro, lasciami libero. Introduzione letteraria all’editoria, a cura di Roberto Cicala, illustrazioni di Gemma Ciarlo, pp. 108, ill.
  3. GAETANO VOLPI, Avvertenze utili e necessarie agli amatori de’ buoni libri (1756), presentazione di Edoardo Barbieri, pp. 84, ill.
  4. Libri e scrittori da collezione. Casi editoriali in un secolo di Mondadori, con illustrazioni e documenti, a cura di Roberto Cicala e Maria Villano, presentazione di Gian Carlo Ferretti, pp. XVI+338, ill.
  5. Le carte di Rebora. Libri, autografi e immagini: un itinerario nella vita e nelle opere del poeta, con una nota di Luciano Erba, pp. 108, ill.
  6. Voci dell’editoria. Interviste sui mestieri del libro, con un’intervista finale a Beppe Severgnini, presentazione di Roberto Cicala, pp. 160, ill.
  7. BRUNO BLASSELLE, Il libro. Dal papiro a Gutenberg, estratto a uso didattico, pp. 132, ill.
  8. Quo vadis libro? Interviste sull’editoria italiana in tempo di crisi, pp. 128, ill.
  9. Libri e scrittori di via Biancamano. Casi editoriali in 75 anni di Einaudi, con illustrazioni e documenti, a cura di Roberto Cicala e Velania La Mendola, presentazione di Carlo Carena, pp. XII+600, ill.
  10. Non è un caso che sia successo. Storie editoriali di best seller, con un’intervista a Paolo Giordano, pp. 150, ill.
  11. Italia tra le righe. I romanzi della nostra storia, con interviste a Melania Mazzucco e Sebastiano Vassalli, pp. 170, ill.
  12. Narrami o libro. Quando i romanzi parlano di editoria, presentazione di Roberto Cicala, illustrazioni di Tullio Pericoli, pp. 154, ill.
  13. Il bello e il vero. Petrarca, Contini e Tallone tra filologia e arte della stampa, catalogo della mostra con antologia di testi e iconografi a, a cura di Roberto Cicala e Maria Villano, presentazione di Carlo Carena, pp. 108, ill.
  14. ROBERTO CICALA, Inchiostri indelebili. Itinerari di carta tra bibliografi e, archivi ed editoria, pp. 412, ill.
  15. Film da sfogliare. Dalla pagina allo schermo, con appendice iconografi ca, a cura di Velania La Mendola e Maria Villano, note di Roberto Cicala, Roberto Della Torre, Alessandro Zaccuri, pp. 194 ill.
  16. Un soffio tra le pagine. Lo spirito nella letteratura italiana contemporanea: un’antologia di casi editoriali, presentazione di Giuseppe Langella, pp. 212, ill.
  17. Il gusto delle parole. Assaggi editoriali di romanzi contemporanei, con nota di Roberto Cicala e presentazione di Andrea Kerbaker, pp. 146, ill.
  18. Dalla pietra alla rete. L’evoluzione editoriale delle carte geografi che De Agostini, catalogo della mostra, testi di Roberto Cicala, pp. 52, ill.
  19. Sogni d’autore. Percorsi editoriali tra realtà e fantasia, presentazione di Luigi Mascheroni, pp. 128, ill.
  20. Letture per il corso di editoria, raccolte da Roberto Cicala e Vittorio Di Giuro, testi di Valentino Bompiani, Roger Chartier, Robert Darnton, Carlo Dionisotti, Giangiacomo Feltrinelli, Gian Carlo Ferretti, Gérard Genette, Donald McKenzie, pp. 146, ill.
  21. 21. La cura del testo in redazione. Norme editoriali essenziali, a cura di Roberto Cicala, Valerio Rossi e Maria Villano, pp. 62, ill.
  22. «Come un don Chisciotte»: Edilio Rusconi tra letteratura, editoria e rotocalchi, con illustrazioni e documenti, a cura di Velania La Mendola, presentazione di Roberto Cicala, pp. 412, ill.
  23. I labirinti del mito. Viaggio editoriale nella mitologia della narrativa contemporanea, presentazione di Elisabetta Matelli, pp. 112, ill.
  24. 24. La nascita di uno scrittore. Vassalli prima della Chimera: 1965-1989, catalogo della mostra, a cura di Roberto Cicala e Linda Poncetta, presentazione di Giovanni Tesio, pp. 108, ill.
  25. Voci dal Sessantotto. Ritratti editoriali di una contestazione, presentazione di Giuseppe Lupo, pp. 108, ill.
  26. Libri tra i Sassi. Matera e la Basilicata nei maggiori casi editoriali, presentazioni di Antonella Sciarrone Alibrandi e Paolo Verri, pp. 114, ill.
  27. Il romanzo di una valle. Il caso editoriale di Marco e Mattio di Vassalli tra le Dolomiti di Zoldo e Venezia, catalogo della mostra, a cura di Roberto Cicala e Valentina Giusti, pp. 86, ill.
  28. 28. Libri in pellicola. Casi editoriali del cinema italiano, presentazione di Giorgio Simonelli, pp. 131, ill.
  29. Dante, tutti ne parlano. Il girone dei casi editoriali, presentazioni di Simona Brambilla e Roberto Cicala, pp. 102, ill.
  30. Dante a Novara. Edizioni e personaggi della Commedia tra Sesia e Ticino, catalogo della mostra nel VII centenario, a cura di Roberto Cicala e Paolo Testori, pp. 80, ill.
  31. Petrarch and Apple Pie. American Students Meeting the Italian Renaissance, a cura di Federico Schneider e Martina Vodola, pp. 68, ill.
  32. Guerra ai libri. Casi editoriali di censura, presentazione di Roberto Cicala, pp. 132, ill.
  33. EDB: da 60 anni libri fedeli alla Parola (1962-2022), presentazioni di Roberto Cicala, Riccardo Roveroni e Giuliano Vigini, pp. 108, ill.
  34. All’ombra di un nome. Casi editoriali di autori sotto pseudonimo, presentazione di Roberto Cicala, pp. 144, ill.
  35. Galleria di sguardi. Casi editoriali del mondo dell’arte, a cura di Valentina Giusti e Martina Vodola, presentazione di Kevin McManus, pp. 132, ill.


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Galleria di sguardi: la visita inizierà a breve.
Avvertenze per la lettura

 

Dopo la presentazione del 10 maggio al Salone Internazionale del libro di Torino, è in programma un nuovo appuntamento il 15 maggio alle 17.30  presso la libreria Vita&Pensiero dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

“Galleria di sguardi” è il titolo, risultato del lavoro degli studenti del laboratorio di editoria dell’Università Cattolica di Milano; un libro che grazie a biografie d’autore, romanzi e saggi tenta di avvicinarsi ai lettori, anche i meno esperti di arte. Proponendo una vasta gamma di autori, e generi artistici si percorre una galleria, immaginaria, dove è possibile sbirciare tra Le lettere a Theo di Van Gogh, lasciarsi arricchire da saggi divulgativi guidati da personaggi del calibro di Umberto Eco e Philippe Daverio. Gli studenti hanno redatto delle schede editoriali per ciascuno dei quarantotto titoli: un breve cappello introduttivo, qualche informazione sull’autore e sulla storia del libro e sulla fortuna editoriale. Inoltre ciascun capitolo offrendo ai lettori un assaggio del volume attraverso una citazione d’autore con evidente riferimento artistico, avvicina senza vincolare ad un percorso preciso.

Il libro: Galleria di sguardi. Casi editoriali del mondo dell’arte (EDUCatt), pp. 132, illustrato, euro 10
Informazioni per l’acquisto

 

 


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“Guerra ai libri”: ricerca-antologia sui casi editoriali di censura https://editoria.letteratura.it/guerra-ai-libri-casi-editoriali-di-censura/ https://editoria.letteratura.it/guerra-ai-libri-casi-editoriali-di-censura/#respond Sun, 08 May 2022 13:39:53 +0000 http://editoria.letteratura.it/?p=8649 Un libro del Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica presenta un’indagine curata da giovani laureandi che dimostra quanto la censura sia ancora attuale In un momento storico in cui la libertà è ancora combattuta esce una raccolta antologica di casi editoriali di censure in diverse parti del mondo e varie epoche: Guerra ai libri, Casi editoriali […]

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Un libro del Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica presenta un’indagine curata da giovani laureandi che dimostra quanto la censura sia ancora attuale

In un momento storico in cui la libertà è ancora combattuta esce una raccolta antologica di casi editoriali di censure in diverse parti del mondo e varie epoche: Guerra ai libri, Casi editoriali di censura (ed. Educatt, pp. 132, euro 9) nasce da una ricerca dei giovani del Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica di Milano, dove è stata programmata un’anteprima mercoledì 18 maggio, mentre la presentazione con reading, in cui intervengono Roberto Cicala e Mario Baudino, è nel calendario del Salone del libro di Torino venerdì 20 maggio.

Da Erasmo a Kafka, da Orwell a Pasolini, fino alla saga di Harry Potter e a graphic novel sono molti gli esempi di una guerra che non si avvale di armi convenzionali ma imbavaglia la libertà d’espressione di autori che hanno sfidato regole morali ed etiche del loro tempo. Guerra ai libri lascia che questi libri ci parlino e aprano la nostra mente, anche provocandoci. Scrivono i curatori dlela ricerca: «alcuni contenuti possono non essere condivisi, ma sta a ognuno di noi cogliere in queste pagine il giusto spunto perché questa guerra non mieta nuove vittime letterarie e appicchi nuovi roghi di libri», come quelli dei protagonisti di Fahrenheit 451, che volevano «ridurli in cenere e poi bruciare la cenere».

L’attualità della censura nella triste primavera del 2022 segnata dall’invasione russa dell’Ucraina è testimoniata da una guerra parallela alle parole che, dalle pagine cartacee o digitali di libri e giornali, mina la libertà di espressione di chi perciò si industria con ogni tentativo possibile per non farsi colpire e azzerare, usando anche la tecnologia di blockchain e videogiochi per diffondere le notizie e i termini proibiti

«guerra» o «invasione». Ed è indicativo, scrive Cicala nella presentazione, «che oggi siano soprattutto i giovani a volere innanzitutto capire che cosa sia il fenomeno della censura a partire dai libri: significa discutere le ragioni e i modi del controllo della cultura individuando le caratteristiche di ciò che è più o meno legale. Ma proprio dalle nuove generazioni arriva la volontà di sventare il rischio di cadere nella generalizzazione, in tempo di politically correct, di cancel culture, di denigrazione del mondo Lgbtq+ e di campagne di chi si sente sempre woke».

Il volume fa parte della collana “Quaderni del Laboratorio di editoria: Informazioni su https://libri.educatt.online/servizi-editoriali/serie-dedicate/quadernidel-laboratorio-di-editoria/ È possibile anche scrivere mail all’indirizzo librario.dsu@educatt.it

Attenzione stampa al volume “Guerra ai libri”:
“Avvenire” riprende parti della presentazione: https://www.avvenire.it/agora/pagine/guerra-ai-libri-nel-2022-la-censura-torna-alla-carica
“Il Giorno” approfondisce il tema: https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/quando-la-censura-fa-la-guerra-ai-libri-1.7687065
“Il Giornale” segue i contenuti dell’incontro pubblico al Salone Internazionale del Libro: https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/salone-alberi-e-virus-recherche-senso-2036065.html
Su “Libero” l’attenzione del nostro libro viene sfruttata per rilanciare la polemica sull’esclusione in una delle passate edizioni di una casa editrice per «idee neofasciste»: https://www.liberoquotidiano.it/news/commenti-e-opinioni/31675895/matteo-salvini-salone-libro-torino-badnisce-poi-grida-censura.html
L’ufficio stampa della diocesi di Torino segnala l’evento al Salone: https://www.diocesi.torino.it/site/wd-appuntamenti/laboratorio-di-editoria-delluniversita-cattolica-guerra-ai-libri-ricerca-sui-casi-editoriali-di-censura-ancora-attuale-2/
CattolicaNews” ha dato risalto al libro: https://secondotempo.cattolicanews.it/news-la-guerra-ai-libri-attraverso-la-censura
come il magazine “EPeople”: https://www.educattepeople.it/2022/05/18/guerra-ai-libri-lintervista-per-lultimo-volume-del-laboratorio-di-editoria/
Per consultare l’intera collana: https://libri.educatt.online/servizi-editoriali/serie-dedicate/quaderni-del-laboratorio-di-editoria/

Link agli eventi Facebook di presentazione: -Milano 18 maggio: https://fb.me/e/27iwIkGe8 -Torino 20 maggio: https://fb.me/e/2ybrRt20M

 


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Dante, tutti ne parlano. Il girone dei casi editoriali https://editoria.letteratura.it/dante-tutti-ne-parlano/ https://editoria.letteratura.it/dante-tutti-ne-parlano/#respond Sat, 08 May 2021 12:18:38 +0000 http://editoria.letteratura.it/?p=8533 A 700 anni dalla morte di Dante il Laboratorio di editoria dell'Università Cattolica presenta un’antologia di casi editoriali contemporanei ispirati alla figura del poeta (Dante, tutti ne parlano. Il girone dei casi editoriali).

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«Dante, tutti ne parlano»: quali sono i maggiori casi editoriali?
Una ricerca degli studenti dell’Università Cattolica diventa libro

 Questo mercoledì evento on line alle 18 sul canale Facebook @LaboratorioEditoria con una selezione dei libri contemporanei che parlano di Dante a 700 anni dalla morte: da Topolino a Barbero, da Borges a Dan Brown, da Eliot a Cazzullo, con presentazione di Roberto Cicala e Simona Brambilla (edizione Educatt).

A 700 anni dalla morte di Dante il Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica presenta un’antologia di casi editoriali contemporanei ispirati alla figura del poeta frutto di una ricerca svoltosi quest’anno (Dante, tutti ne parlano. Il girone dei casi editoriali, presentazione di Simona Brambilla e Roberto Cicala, Educatt): dalla narrativa di Dan Brown alla saggistica di Borges, dalla biografia dantesca di Alessandro Barbero al commento di Pascoli, passando per l’edizione illustrata di William Blake fino all’Inferno di Topolino. Sono frammenti di quella molteplicità su cui Dante ha costruito il suo capolavoro e che ancora oggi ci tiene incollati alle sue pagine. «Vien dietro a me, e lascia dir le genti»: tutti ne parlano e questo perché forse, proprio in quella molteplicità, c’è una parte di ciascuno di noi.

Dalla premessa degli studenti-autori
Ognuno di noi, dopo aver scelto un caso editoriale riguardante la figura o l’opera dell’Alighieri, lo ha trattato alla luce di una ricerca svolta contattando gli autori, le case editrici e scovando le prime edizioni e le diverse opinioni della critica. Successivamente, ogni fase redazionale – dal titolo, alla progettazione tipografica, fi no alla promozione – è stata condotta mediante scelte democratiche prese dopo una condivisione collettiva di idee. Seppur vincolati dallo stato di emergenza sanitaria legato alla pandemia, noi studenti di editoria abbiamo potuto portare a termine anche in questo anno accademico il progetto del libro, per noi molto formativo, volto a farci muovere i primi passi nel mondo editoriale.
Il panorama attuale delle opere sulla figura di Dante si presenta quanto mai ricco e un senso di smarrimento sembra diffondersi tra i lettori: ci si sente immersi in una «selva oscura» di libri e, sprovvisti di un «Virgilio», si rischia di perdere «la diritta via». Spaziando dalla saggistica, alla narrativa, fi no ad arrivare alla graphic novel, sono numerose le penne celebri al servizio dell’autore della Divina Commedia: è un prismatico e molteplice squadernarsi di voci che ha avuto origine da un unico grande uomo, di cui davvero tutti parlano, come vogliamo sottolineare nel titolo.Questa antologia, di necessità non esaustiva, prova a mettere ordine tra le pubblicazioni di argomento dantesco dalla fine dell’Ottocento a oggi, facendo una scelta e puntando sulle vicende redazionali delle edizioni che hanno avuto maggiore eco e successo. Figurano i nomi di importanti studiosi come Contini e Barbero, di poeti quali Eliot e Pascoli, di narratori come Tobino e Brown e artisti e attori come Guttuso e Benigni, giornalisti scrittori come Cazzullo e Socci.
Così ecco una guida per il lettore forse spaesato nell’anno dell’anniversario dantesco: uno strumento che permetta di orientarsi nei gironi dei casi editoriali e giungere, infine, «a riveder le stelle».

Dalla nota di Roberto Cicala
Come nella maggioranza delle copertine che trattano l’Alighieri, non manca anche sulla facciata di questo libro – progettato, scritto e corretto da loro – il tipico profilo del sommo vate, con un naso aquilino divenuto una «soglia» d’accesso popolare alla sua opera. Così anche in una semplice selezione, di necessità ridotta e a campione, le inclusioni fatte corrispondono ad altrettante esclusioni naturalmente non volute – tra biografie, commenti, riletture, narrativa, opere per ragazzi, iconografia, fumetti e attualità, che segnano le sezioni –. Ma ciò che conta è offrire uno sguardo, con occhi giovani, su un monumento che resta in piedi e non prende polvere grazie ai libri.
E non mancano i casi editoriali legati al fumetto, fin dal mitico L’Inferno di Topolino di Guido Martina per i godibilissimi testi in rima e Angelo Bioletto per i disegni. Chi, tra i lettori non più acerbi, non ricorda Pippo nei panni di Virgilio: «Io son nomato Pippo e son poeta / or per l’inferno ce ne andremo a spasso / verso un’oscura e dolorosa meta». Il fumetto uscì a puntate fra il 1949 e il 1950 da Mondadori e il clima di speranza del dopoguerra si avverte nel finale di Dante-Topolino: «Il ciel per te s’accenda di fiammelle / splendenti a rischiararti ancor la via, / sì che tu possa riveder le stelle! Dio ti protegga, Italia. Così sia!» È l’antenato di molte altre rivisitazioni, come quella di Marcello Toninelli sullo «scanzonato poeta con la testa tra le nuvolette» o la rivisitazione di Dante di Seymour Chwast con impermeabile, cappello, occhiali da sole e pipa, fino alla versione manga di Gō Nagai con tanto di espansioni digitali.

Dalla presentazione di Simona Brambilla
Tutti ne parlano. Effetto di un centenario dai tempi dilatati, preceduto dall’onda lunga del 750° anniversario della nascita e amplificato nel 2020 dall’istituzione del Dantedì, quasi una prova generale; dilatato almeno sino al 2022, data cui sono già slittati molti convegni. Nel 1865 il centenario vibrò di istanze politiche, culminate nei solenni tributi fiorentini; nel 1921 mancò l’appuntamento con l’Edizione Nazionale delle opere, che uscirono sì, ma in forma minor, senza apparati giustificativi; nel 1965 vide importanti assestamenti e, subito dopo, l’edizione Petrocchi della Commedia secondo l’antica vulgata. Subito dopo l’unità d’Italia, il Ministero della Pubblica Istruzione formulò programmi puntuali sull’insegnamento di Dante a scuola. Cosa accade oggi? La Commedia continua a suscitare grandi passioni, le altre opere paiono meno note prima degli studi universitari. La sensazione un po’ disarmante, tuttavia, è soprattutto che si fatichi ad acquisire gli strumenti tecnici necessari ad avvicinarsi ai testi in modo consapevole, complici il poco tempo e il molto rumore di fondo: di Dante tutti parlano, appunto, col rischio che a non sentirsi sia proprio la sua parola. Una parola difficile, che esige una lettura armata e lenta, possibilmente ad alta voce. Ma che, conquistata con il passo del pellegrino, è ancora in grado di stupire e insegnare.

Autori-redattori
Margherita Achino, Francesca Affer, Alice Anzalone, Pier Francesco Balestrini, Teresa Bonandi, Giulia Braghieri, Chiara Buffa, Paola Ceresola, Eleonora Ciocca, Lorenzo Consorti, Giada Cremonese, Daniela Fontana, Angelica Frassi, Marta Guerzoni, Alice Lorenzi, Ilaria Lucchetta, Valeria Lustrì, Chiara Marrocco, Fabiola Miccoli, Laura Occoffer, Sofi a Omati Corbellini, Manila Pizzigalli, Camilla Santi, Anna Sardano, Sofi a Antonia Sostegno, Giada Tagliapietra.

Autori-redattori
Margherita Achino, Francesca Affer, Alice Anzalone, Pier Francesco Balestrini, Teresa Bonandi, Giulia Braghieri, Chiara Buffa, Paola Ceresola, Eleonora Ciocca, Lorenzo Consorti, Giada Cremonese, Daniela Fontana, Angelica Frassi, Marta Guerzoni, Alice Lorenzi, Ilaria Lucchetta, Valeria Lustrì, Chiara Marrocco, Fabiola Miccoli, Laura Occoffer, Sofi a Omati Corbellini, Manila Pizzigalli, Camilla Santi, Anna Sardano, Sofi a Antonia Sostegno, Giada Tagliapietra.

 

Dante, tutti ne parlano. Il girone dei casi editoriali, presentazione di Simona Brambilla e Roberto Cicala, a cura di Valentina Giusti e Martina Vodola, Educatt, Milano 2021 (“Quaderni del laboratorio di editoria dell’Università Cattolica”, 29), euro 9.

Il libro sarà presentato mercoledì 12 maggio alle ore 18 sul canale Facebook @laboratorioeditoria

Booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=91XRdSX9sRw

http://www.educatt.it/libri/order.asp​

 


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Un libro di riferimento sui meccanismi dell’editoria https://editoria.letteratura.it/meccanismi-editoria/ https://editoria.letteratura.it/meccanismi-editoria/#respond Sat, 20 Feb 2021 15:47:43 +0000 http://editoria.letteratura.it/?p=8475 Un viaggio nella produzione editoriale per interpretare i cambiamenti della società attuale: casi attuali e una prospettiva sulle nuove frontiere dopo il Covid-19 in "I meccanismi dell’editoria" di Roberto Cicala edito dal Mulino.

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Un viaggio nella f
iliera editoriale per interpretare i cambiamenti della società attuale: un volume di aggiornamento per chi vuole entrare nel mondo dei libri e per gli addetti ai lavori, con casi attuali e una prospettiva sulle nuove frontiere tecnologiche e organizzative dopo il Covid-19 e grazie all’intelligenza artificiale. Tutto questo in I meccanismi dell’editoria di Roberto Cicala edito dal Mulino.

«L’editoria sta cambiando ma è difficile capire quale sarà la dimensione nuova e soprattutto quella futura. Tutti pensiamo di conoscere questo oggetto, apparentemente semplice nel suo manifestarsi, in un parallelepipedo di carta e inchiostro più o meno tascabile oppure in uno schermo più o meno portatile; tuttavia questo prodotto culturale, vecchio di oltre cinque secoli e sempre nuovo anche nelle sue forme digitali, ha una complessità insita nei meccanismi della sua filiera, dall’autore al lettore». Le quasi 400 pagine del volume di Roberto Cicala sono il punto di partenza per un viaggio dietro le quinte di un best seller, di un’edizione di studio, di un testo scolastico o di un e-book o ancora un audiolibro, alla scoperta di professioni, processi, tecnologie, azioni comunicative e tipologie di ricezione che stanno attraversando trasformazioni, ma che possono essere conosciute, interpretate e vissute al meglio soltanto a patto di non disattendere l’esperienza maturata fin qui, soprattutto nel Novecento.

DENTRO IL LIBRO

Il libro edito dal Mulino nella collana “Itinerari” intende offrire un’introduzione aggiornata all’universo librario attuale, ai mestieri culturali dentro e fuori le case editrici, fino alle più diverse consuetudini di lettura, collocandosi all’interno della vasta bibliografia di settore, tra le indagini più storiografiche e gli strumenti più tecnici. Il metodo privilegia l’esperienza e l’esemplificazione, fondendo la teoria di un manuale sui meccanismi della filiera con la pratica di oltre sessanta case study legati alla contemporaneità dell’editoria italiana, con una profondità storica che va dai primi «Gialli» Mondadori a Harry Potter, da Calvino a Eco, dal self publishing alle piattaforme social di crowdfunding.

LA VOCE DEI PROTAGONISTI

Il taglio saggistico, con molte citazioni che fanno ascoltare la voce degli addetti ai lavori, lascia il posto nella parte centrale ad approfondimenti più formativi, anche sulla terminologia di settore, con un glossario italiano e inglese di riepilogo e con contenuti extra nello spazio web Pandoracampus, dove sono presenti indici di ricerca aggiuntivi (di case editrici, collane, periodici, opere letterarie citate), aggiornamenti e materiali ulteriori, anche multimediali e video.

Come scrive l’autore, docente universitario ed editore di riferimento nel campo della poesia e della saggistica letteraria, «è un diario di viaggio esteriore e interiore, materiale e mentale, che ricostruisce e ricompone il complesso delle parti che costituiscono la macchina editoriale e che sono tra loro collegate in modo da ottenere gli effetti sperati: lo stupore di una storia che commuove in un romanzo, l’emozione di un pensiero suscitato in un saggio, l’entusiasmo di poter conoscere un mondo inesplorato in un manuale, le parole che non si trovavano rivelatesi d’un tratto in una poesia, i fenomeni emergenti che traghettano le nostre narrazioni in un mondo liquido e interattivo».

UNA PROSPETTIVA ATTUALE E FUTURA

Alla base sta una grande fiducia nelle parole perché, afferma ancora Cicala, «esiste un ruolo partecipato e responsabile di gestire ogni testo, non soltanto da parte di chi lavora direttamente all’allestimento di un libro, alla cui pratica queste pagine sono un approccio, ma anche da parte di chi desidera informarsi e aggiornarsi per vivere più pienamente l’uso delle parole nella propria funzione professionale e nel ruolo comune di lettori: insegnanti e formatori, operatori della comunicazione, addetti alle relazioni pubbliche in diversi contesti, anche in ambiti scientifici e tecnici. E non va dimenticata una lezione fondamentale dell’editoria utile per tutti: l’importanza di saper valutare l’apporto delle diverse competenze in un’ottica di équipe. Un libro è sempre un’opera collettiva e la conoscenza della filiera giova a una lettura più consapevole».

Significativa è poi la dedica del volume: «ai giovani che da vent’anni accompagno in questo viaggio di conoscenza dentro i meccanismi del mondo dell’editoria e che continuano ad accompagnarmi in una consapevolezza sempre nuova sul futuro dei libri nelle loro mani».

Alcuni dei casi editoriali trattati nel volume

L’officina delle streghe, dal Nome della rosa alla Chimera; Gli incipit di Pavese (e i finali di un romanzo); Le tre teste di Erich Linder; Il caso Harry Potter e il nome di Albus Silente; Il Signore degli Anelli: traduzioni con polemiche e denunce; I giudizi di Bobi Bazlen , suggeritore da Montale ad Adelphi; Sciascia ispiratore di Sellerio; Contini curatore filologo dello Struzzo; Le storie delle bambine ribelli progettate tra social e crowdfunding; La solitudine dei numeri primi: un successo di squadra; L’«editore protagonista» e altri tipi secondo Bompiani; L’«editore ideale» di Piero Gobetti; Il decalogo di Arnoldo Mondadori; Esempio di un contratto di edizione; Il caso Dottor Živago con diritti su scala mondiale; Categorie di lettori di… copertine; «Gialli» Mondadori: la collana che dà il nome a un genere; Ungaretti diventa un classico inaugurando «I Meridiani»; Emme di Rosellina Archinto: come svecchiare i libri per l’infanzia; Il nuovo tascabile italiano: 1/«Bur; Il nuovo tascabile italiano: 2/«Gli Oscar»; I risvolti critici dei «Gettoni» e lo strappo di Fenoglio; Le «riunioni del mercoledì» dell’Einaudi; Il gattopardo postumo, rifiutato ma non del tutto; Le scritture «servili» di Calvino per «i libri degli altri»; Sereni, il direttore editoriale con la passione per la poesia; Quando cambia lo statuto del testo: l’editing pesante di Vittorini; La donna che corregge gli scrittori da casa: Grazia Cherchi; Uniformare: esemplificazione di norme redazionali; I «castelli di carte» di Zanichelli: un lavoro collettivo da 150 anni; Il balletto dei titoli: tra Elsa Morante e Mario Rigoni Stern; L’importanza delle illustrazioni nella storia di Salani; La grafica Penguin dell’italiano Facetti; I simboli Uni di correzione; I formati di stampa e il caso Iperborea; L’ecologia al quadrato della carta con le alghe della laguna di Venezia; Il mito del Garamond dal Rinascimento a Steve Jobs; Stampare a caratteri mobili oggi: Tallone, Casiraghy e gli altri; Come leggere le cifre dell’Isbn; Ipertesto, bit e compressione: le basi dell’editoria multimediale; Dalla pietra alla rete: l’internazionalizzazione digitale di De Agostini; Soldati e Mondadori, il grande anticipo e la coda di paglia; La logistica di Messaggerie: un gigante editoriale; L’amica geniale tra ufficio stampa e passaparola; 1974: grande pubblicità e piccolo prezzo per La storia di Elsa Morante; 1975: l’attesa e il lancio internazionale di Horcynus Orca; Il valore delle code in fiera per avere una dedica di Zerocalcare; Quali premi contano di più? Lo Strega e gli altri; Una storia estera: le edizioni Gallimard; Camilleri nel mondo e fuori dal libro; Il Mulino: da amici lettori a editori; I diritti dei lettori di Rodari e Pennac; La fatwa ai versetti di Salman Rushdie; Per una lettura accessibile ai disabili: il progetto Lia; Il primo archivio letterario italiano: Il Fondo Manoscritti di Maria Corti; Cataloghi storici: il caso della prima university press, Vita e Pensiero; Gomorra di Saviano: un made in Italy transmediale; Audible e la voce delle parole: una tendenza; e altri casi nel testo.

La scheda del volume:
Roberto Cicala, I meccanismi dell’editoria. Il mondo dei libri dall’autore al lettore. IL MULINO, collana “Itinerari, pp. 272, euro 24, ISBN 978-88-15-29220-9



Booktrailer su YouTube: clicca qui.
Webinar di presentazione dei contenuti del libro e della piattaforma Pandoracampus: clicca qui.

I capitoli. Premessa. – INTRODUZIONE. UN LIBRO OGGI. – I. Quale prodotto culturale?. – II. Quale paradigma?. – LA STO­RIA DI UN LIBRO: DALL’AUTORE AL LETTORE. – I. Alle origini dei testi: la scrittura. – II. Fuori dalla casa editrice: consulenze e collaborazioni. – III. Dentro la casa editrice: organizzazione, editori, contratti. – IV. Collane tra generi e paratesto. – V. I testi in redazione: tra editing e grafica. – VI. La produzione del supporto: carta e caratteri in tipografia, legatoria e digitale. – VII. La promozione: il lancio del libro. – VIII. La lettura: spazi, rice­zione e nuove forme. – CONCLUSIONE. I LIBRI DOMANI? – I. Aria di pessimismo sulla situazione attuale. – II. Perché essere ottimisti sul futuro. – Libri sui libri. Bibliografia essenziale ragionata. – Indici dei nomi e dei termini editoriali italiani e inglesi.

L’autore. Roberto Cicala (1963) insegna presso l’Università Cattolica a Milano, dove dirige il Laboratorio di editoria, e l’Università di Pavia, è editore di Interlinea e scrive su “la Repubblica” e “Avvenire“. Ha pubblicato, tra l’altro: I libri di Carlo Dionisotti (All’insegna del Pesce d’Oro, 1998) e Bibliografia reboriana (Olschki, 2002) con Valerio Rossi; Inchiostri indelebili (Educatt, 2012). Ha curato antologie di poesia, opere di Clemente Rebora e Improvvisi di Sebastiano Vassalli (Fondazione Corriere della Sera, 2016). Vive tra Novara e Milano.

Selezione della rassegna stampa

-Gian Carlo Ferretti, Un vecchio malato sempre arzillo, in “L’Indice dei libri del mese”, 4 (2021), aprile, p. 2
-Andrea Kerbaker, I cento mestieri messi in campo dall’editore, in “Domenica”-“Sole 24 Ore”, 4 aprile 2021.
-Alessandro Zaccuri, Dentro l’editoria, una fabbrica di soli prototipi, in “Avvenire“, 7 marzo 2021.
-Luigi Mascheroni, Ma pubblicarli paga ancora, in “Il giornale”, 9 marzo 2021.
-Mario Baudino, Così Albus Silente non diventò un calabrone, in “La Stampa”-“TopNews”, 16 marzo 2021.
-Giuliano Vigini, Una storia ancora da scrivere, in “La Lettura”-“Corriere della Sera”, 16 maggio 2021.
-Alberto Riva, Digitale, carte e delivery. L’editoria volta pagina, in “Venerdì”-“la Repubblica”, 7 maggio 2021, pp. 56-57.
-Gian Luca Favetto, Cicala “Il libro soffre ma vivrà benissimo cambiando aspetto”, in “la Repubblica”, Torino, 12 marzo 2021.
–Oliviero Ponte di Pino, Come funziona l’editoria, in “Doppiozero”, 2 aprile 2021
–Giuseppe Marcenaro, Cicala e Piazzoni, storie e prospettive del fare libri al tempo della bulimia, in “Alias”-“Il manifesto”, 20 giugno 2021

–Dario Campione, La mutazione antropologica che cambia il futuro del libro, in “Corriere del Ticino”, 12 marzo 2021.
L’editoria che smaterializza i libri, in “Leggere Tutti”, marzo 2021, p. 56
-Paolo Di Stefano, E dopo il design il Museo dle Libro?, in “Corriere della Sera”, 16 giugno 2021
-Valentina Giusti, Come cambiano i meccanismi dell’editoria, in “Cattolica Library”, 3 marzo 2021.

-Marcello Giordani, Ogni libro è un’opera collettiva che oggi pensa anche in digitale, in “La Stampa”, Novara, 25 febbraio 2021.
-Eleonora Groppetti, Il mosaico della macchina editoriale, in “Corriere di Novara”, 18 marzo 2021.
Roberto Cicala: in un libro i meccanismi dell’editoria stravolti dal Coronavirus, “in “L’Azione”, 26 maro 2021.
Altri:
Dentro i meccanismi dell’editoria in evoluzione: una guida, in “Il Libraio”, 14 marzo 2021.
I meccanismi dell’editoria che smaterializza i libri. Tre casi, in “Nuova informazione bibliografica”, 1 (2021), gennaio-febbraio, pp. 157-160.
-Martina Marzi, I meccanismi dell’editoria, Il mondo dei libri dall’autore al lettore di Roberto Cicala, in “Professione editoria”, Università Cattolica.
Walter Fochesato, Tutto sui libri, in “Andersen”, ottobre 2021.
Barbara Sghiavetta, recensione a I meccanismi dell’editoria, in “Teca”, XII (2021), 4, pp. 173-176.
“I meccanismi dell’editoria. Il mondo dei libri dall’autore al lettore” di Roberto Cicala, in “Letture.org”, dicembre 2021.
Francesco Montonati, recensione a I meccanismi dell’editoria, in “FMontanati.com”, 19 aprile 2021.
Come cambiano i “meccanismi dell’editoria”: le nuove frontiere in un volume fra attualità e innovazione, “PremiocittadiComo.it”, novembre 2021.
Intervento su I meccanismi dell’editoria a “Fahrenheit”-Rai Radio3, 16 febbraio 2021.

Intervento su I meccanismi dell’editoria a “Fahrenheit”-Rai Radio3, 16 febbraio 2021


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Un libro è il pensiero dell’autore che urge dentro di lui https://editoria.letteratura.it/libro-lasciami-libero/ https://editoria.letteratura.it/libro-lasciami-libero/#respond Sat, 26 Dec 2020 15:50:23 +0000 http://editoria.letteratura.it/?p=8267 Che cos'è un libro? Che cosa differenzia una pubblicazione da un manoscritto nel cassetto? Una breve riflessione sul paratesto – in particolare la copertina –, soglia che permette al lettore di entrare in un testo.

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Un libro è il pensiero dell’autore che urge dentro di lui e dev’essere di necessità liberato, grazie alla comunicazione editoriale, per essere offerto al lettore.

Questa citazione, tratta da un interessante articolo del quotidiano “Il Giorno”, uscito in occasione della pubblicazione del volume Libro, lasciami libero. Introduzione letteraria all’editoria (EDUCatt, Milano 2005), ci introduce in un mondo vastissimo – quello dell’editoria – e nell’universo degli scrittori, i cui pensieri hanno bisogno di essere liberati e decodificati in segni riconoscibili perché possa avvenire un incontro coi lettori.

Manoscritto della lirica L’infinito di Giacomo Leopardi (Biblioteca Digitale della Biblioteca Nazionale di Napoli).

Quando i pensieri astratti non sono più sufficienti, ecco che intervengono le parole. Le idee fluiscono fuori dalla mente dell’autore e si concretizzano in lettere e vocaboli: con questo passaggio le intuizioni già iniziano a diventare altro, a trasformarsi da immagini interiori a concetti comprensibili da tutti coloro che sono in grado di decifrare tali segni.

Ancora non è tutto, però: serve un ulteriore passaggio perché un testo essere definito libro. Questo salto è offerto dalla mediazione editoriale; un lavoro di scelta, limatura e comunicazione svolto dai professionisti del libro che dà forma compiuta alle idee dello scrittore.

Si uniscono così la parte testuale e l’edizione (tutto ciò che non è testo e appartiene invece al regno dell’editore); secondo la definizione del critico e saggista francese Gérard Genette, ci troviamo nel paratesto, cioè quell’insieme di produzioni – ad esempio, la copertina – che contornano il testo e attraverso cui quest’ultimo – il famoso manoscritto nel cassetto – diventa libro vero e proprio. A seguire, diverse edizioni dei Canti di Giacomo Leopardi.

 

 

Sarà qui, a metà strada tra testo e paratesto, che avverrà l’incredibile incontro tra il pensiero dell’autore e quello del lettore, dando così vita a nuove idee, nuove immagini, nuovi mondi interiori.

Per leggere l’articolo Da Gutenberg a Eco, un libro dedicato a chi non legge mai, “Il Giorno”, 30 novembre 2005, p. 13 clicca qui: Libro, lasciami libero.


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“Il nome della rosa”. Nel labirinto dell’editoria https://editoria.letteratura.it/il-nome-della-rosa/ https://editoria.letteratura.it/il-nome-della-rosa/#respond Thu, 04 Jun 2020 13:46:16 +0000 http://www/EDITORIA.LETTERATURA/wordpress/?p=8065 Si tratta di «uno degli emblemi del romanzo postmoderno. Erudizione, citazionismo, frullato di generi, letteratura senza stile e insieme figlia di tutti gli stili del passato. Di fatto, ognuno può trovare in questo libro ciò che cerca». Stiamo parlando del "Nome della rosa", il più noto romanzo di Umberto Eco, di cui ripercorriamo qui le principali tappe editoriali e riportiamo un illuminante brano sulla «forza dell'oblio, nemico della verità» contro la quale i bibliotecari, ogni giorno, combattono.

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La casa editrice La nave di Teseo ha pubblicato nel 2020 una nuova edizione del Nome della rosa, il più noto romanzo di Umberto Eco. In questa nuova uscita, il testo è corredato da disegni e appunti preparatori dell’autore che offrono un interessante spaccato sulla costruzione, peraltro estremamente accurata, dell’intreccio. Come ha ben detto Francesco Longo, si tratta di «uno degli emblemi del romanzo postmoderno. Erudizione, citazionismo, frullato di generi – romanzo storico, romanzo giallo, romanzo filosofico –, letteratura senza stile e insieme figlia di tutti gli stili del passato. Di fatto, ognuno può trovare in questo libro ciò che cerca».

Per quanto il romanzo sia celebre in tutto il mondo, pochi ne conoscono però la storia editoriale, che possiamo trovare nella pubblicazione Narrami o libro. Quando i romanzi parlano di editoria (EDUCatt, 2012). Il nome della rosa, insieme a tanti altri libri che “parlano” di libri, diviene così uno «specchio che riflette il tassello di un mosaico mai completo e sempre in divenire qual è l’editoria. […] Comune denominatore di queste pagine è la passione, che nasce proprio dove ci sono i libri, in primis negli scaffali delle biblioteche».

Il nome della rosa è uno dei più eclatanti esordi letterari del Novecento, essendo l’opera prima in campo narrativo di Umberto Eco (Alessandria 1932-Milano 2016), fino ad allora noto come docente di semiotica a Bologna e autore tra l’altro di saggi sulla narratività: una prassi di studioso che si è rivelata fondamentale nell’economia stessa delle opere dello scrittore piemontese. Fin da quel 1980, quando arriva in libreria edito da Bompiani, si rivela un caso di proporzioni mondiali, con numerose traduzioni, diverse ristampe, l’entusiasmo della critica e l’assegnazione del premio Strega l’anno successivo, per arrivare poi all’adattamento cinematografico di Jean Jacques Annaud del 1986. Opera d’ambientazione medievale, in linea con l’amore dell’autore per questo periodo storico, si incentra sul segreto che grava su una biblioteca. Non a caso dalla copertina della prima edizione si nota subito l’allusione a quel labirinto non solo fisico ma anche e soprattutto metafisico che è il luogo nel quale con una curiosità inquieta si addentrano il novizio Adso da Melk e il suo maestro Guglielmo da Baskerville alla ricerca di un libro che pare essere all’origine di una serie di atroci delitti nell’abbazia altrimenti venerabile luogo di quiete e studio. E tra eresie e intrighi si giungerà a una tremenda verità, capace di scardinare secolari consuetudini e le opache istituzioni che le reggono in quel tormentato Annus Domini 1327.

(Alberto Montanari)

Copertina della prima edizione del Nome della rosa di Umberto Eco (Bompiani, Milano 1980)

«Se ora Dio ha affidato al nostro ordine una missione, essa è quella di opporsi a questa corsa verso l’abisso, e conservando, ripetendo e difendendo il tesoro di saggezza che i nostri padri ci hanno affidato. La divina provvidenza ha ordinato che il governo universale, che all’inizio del mondo era in oriente, man mano che il tempo si avvicina si spostasse verso occidente, per avvertirci che la fine del mondo si approssima, perché il corso degli avvenimenti ha già raggiunto il limite dell’universo. Ma sino a che non scada definitivamente il millennio, fino a che non trionfi , sia pure per poco, la bestia immonda che è l’Anticristo, sta a noi difendere il tesoro del mondo cristiano, e la parola stessa di Dio, quale egli la dettò ai profeti e agli apostoli, quale i padri la ripeterono senza cambiarvi verbo, quale le scuole hanno cercato di chiosare, anche se oggi nelle scuole stesse si annida il serpente della superbia, dell’invidia, della dissennatezza. In questo tramonto noi siamo ancora fiaccole e luce alta sull’orizzonte. E finché queste mura resisteranno, noi saremo i custodi della Parola divina».

«E così sia,» disse Guglielmo in tono devoto. «Ma cosa c’entra questo con il fatto che non si può visitare la biblioteca?» «Vedete frate Guglielmo,» disse l’Abate, «per poter realizzare l’opera immensa e santa che arricchisce quelle mura,» e accennò alla mole dell’Edificio, che si intravvedeva dalle finestre della cella, troneggiante al di sopra della stessa chiesa abbaziale, «uomini devoti hanno lavorato per secoli, seguendo regole di ferro. La biblioteca è nata secondo un disegno che è rimasto oscuro a tutti nei secoli e che nessuno dei monaci è chiamato a conoscere. Solo il bibliotecario ne ha ricevuto il segreto dal bibliotecario che lo precedette, e lo comunica, ancora in vita, all’aiuto bibliotecario, in modo che la morte non lo sorprenda privando la comunità di quel sapere. E le labbra di entrambi sono suggellate dal segreto. Solo il bibliotecario, oltre a sapere, ha il diritto di muoversi nel labirinto dei libri, egli solo sa dove trovarli e dove riporli, egli solo è responsabile della loro conservazione. Gli altri monaci lavorano nello scriptorium e possono conoscere l’elenco dei volumi che la biblioteca rinserra. Ma un elenco di titoli spesso dice assai poco, solo il bibliotecario sa, dalla collocazione del volume, dal grado della sua inaccessibilità, quale tipo di segreti, di verità o di menzogne il volume custodisca. Solo egli decide come, quando, e se fornirlo al monaco che ne fa richiesta, talora dopo essersi consultato con me. Perché non tutte le verità sono per tutte le orecchie, non tutte le menzogne possono essere riconosciute come tali da un animo pio, e i monaci, infine, stanno nello scriptorium per porre capo a un’opera precisa, per la quale debbono leggere certi e non altri volumi, e non per seguire ogni dissennata curiosità che li colga, vuoi per debolezza della mente, vuoi per superbia, vuoi per suggestione diabolica».

«Ci sono dunque in biblioteca anche libri che contengono menzogne…» «I mostri esistono perché fanno parte del disegno divino e nelle stesse orribili fattezze dei mostri si rivela la potenza del Creatore. Così esistono per disegno divino anche i libri dei maghi, le kabbale dei giudei, le favole dei poeti pagani, le menzogne degli infedeli. È stata ferma e santa convinzione di coloro che hanno voluto e sostenuto questa abbazia nei secoli, che anche nei libri menzogneri possa trasparire, agli occhi del lettore sagace, una pallida luce della sapienza divina. E perciò anche di essi la biblioteca è scrigno. Ma proprio per questo, capite, essa non può essere penetrata da chiunque. E inoltre,» aggiunse l’Abate quasi a scusarsi della pochezza di quest’ultimo argomento, «il libro è creatura fragile, soffre l’usura del tempo, teme i roditori, le intemperie, le mani inabili. Se per cento e cento anni ciascuno avesse potuto liberamente toccare i nostri codici, la maggior parte di essi non esisterebbe più. Il bibliotecario li difende dunque non solo dagli uomini ma anche dalla natura, e dedica la sua vita a questa guerra contro le forze dell’oblio, nemico della verità». «Così nessuno, salvo due persone, entra all’ultimo piano dell’Edificio…» L’Abate sorrise: «Nessuno deve. Nessuno può. Nessuno, volendolo, vi riuscirebbe. La biblioteca si difende da sola, insondabile come la verità che ospita, ingannevole come la menzogna che custodisce. Labirinto spirituale, è anche labirinto terreno. Potreste entrare e potreste non uscire».

Brano tratto da:
Alberto Montanari, Labirinti in pietra e parole, in Narrami o libro. Quando i romanzi parlano di editoria, a cura di Velania La Mendola e Maria Villano, EDUCatt, Milano 2012, pp. [56]-57.


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“Avvertenze utili e necessarie agli amatori de’ buoni libri (1756)” https://editoria.letteratura.it/avvertenze-utili-e-necessarie-agli-amatori-de-buoni-libri-1756/ https://editoria.letteratura.it/avvertenze-utili-e-necessarie-agli-amatori-de-buoni-libri-1756/#respond Mon, 18 May 2020 14:09:11 +0000 http://www/EDITORIA.LETTERATURA/wordpress/?p=8085 Come esternare il proprio amore per i libri? Ogni periodo storico trova un diverso mezzo per esprimere le passioni che muovono l’uomo: nel Settecento, secolo per eccellenza dell’enciclopedismo e degli studi eruditi, l’abate padovano Gaetano Volpi trasmette il suo interesse per il mondo editoriale in 144 lemmi. Da questi, scritti con competenza e ironia, emergono i piccoli segreti dell’editoria, nonché consigli e curiosità per gli amanti dei libri.

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Come esternare il proprio amore per i libri? Ogni periodo storico trova un diverso mezzo per esprimere le passioni che muovono l’uomo: per quanto riguarda la pagina scritta, ieri cataloghi, oggi bookstagrammer e booktuber. Nel Settecento, secolo per eccellenza dell’enciclopedismo e degli studi eruditi, l’abate padovano Gaetano Volpi trasmette il suo interesse per il mondo editoriale in 144 lemmi. Da questi, scritti con competenza e ironia, emergono i piccoli segreti dell’editoria, nonché consigli e curiosità per gli amanti dei libri.

Delle Avvertenze utili e necessarie agli amatori de’ buoni libri, pubblicate nel 1756 come appendice del catalogo della casa editrice padovana dei fratelli Volpi e della stamperia Cominiana, riportiamo due brevi estratti: uno di carattere storico-erudito, riferito alle mani disegnate ai margini o all’inizio di un testo — cui segue un approfondimento redatto dagli studenti del Laboratorio di editoria del corso di Editoria libraria e multimediale (Università Cattolica, a.a. 2005-2006) —, e un altro, curioso e autoironico, sui gatti che sembrano godere del «fragore» causato dalle unghie sulle carte.

MANI SCRITTE. Alcuni incontrando nel leggere qualche bella sentenza, o fatto notabile, li segnano ne’ margini con certe mani pessimamente disegnate, tutto ciò indicanti, e tanto pel Volume le moltiplicano, che fanno indispettire gli amanti de’ buoni Libri, vedendoli da esse così goffamente avviliti. Questa curiosa usanza è passata anche in qualche Libro stampato, come nel Tesoro Ciceroniano del Nizolio, alcune Edizioni del quale, fornite di gran quantità di picciole mani, si chiamano colla sintassi.

La mano disegnata ai margini o all’inizio di un testo viene definita anche manina o index. Per molti secoli generazioni di lettori hanno disegnato una mano stilizzata, con l’indice puntato, per mettere in risalto i passi più significativi del testo. Se il segno veniva riprodotto da mano coeva su un libro antico questo arricchiva il testo anziché deturparlo. Questa tradizione permane in ambito tipografico dove la mano con l’indice puntato viene riprodotta in forma stilizzata ai margini dello scritto per richiamare l’attenzione del lettore su un passo del libro. Ancora oggi la mano viene utilizzata come indicatore grafico nei computer. A margine della pagina possono comparire anche le postille (dal latino post = dopo, illa = quelle cose). Si tratta di una nota o breve annotazione fatta su un manoscritto o un libro a stampa. Si chiamano postille marginali quelle scritte sui margini del foglio, postille interlineari quelle fra le righe. Questa usanza è antica: sono molti i manoscritti che riportano annotazioni e diversi erano i letterati illustri che erano soliti postillare i testi che leggevano quali ad esempio Aldo Manuzio, Torquato Tasso, Alessandro Manzoni, Voltaire e Napoleone. Nel linguaggio tipografico sono chiamate postille le noticine che si trovano sui margini esterni della pagina e riportano date, denominazioni di epoche o episodi tratti dal testo, richiami, brevi diciture in luogo di titoli. Si ritiene che il primo libro stampato con note marginali sia l’Aulo Gallio, pubblicato a Roma nel 1469 da Sweynheym e Pannartz.

GATTI. Questi infestano le Librerie col natural loro vezzo di aguzzarsi l’ugne principalmente sulle carte, godendo di quel fragore che in ciò da esse si forma; graffiandole spesso malamente: e colla loro pestilente orina: benché da un altro canto, le tengano riguardate da’ sorcj, d’essi ancor più dannosi. Il Petrarca perciò tenea carissima una sua Gatta, il cui scheletro, celebrato con versi, ancor si vede in Arquà, Villa del Padovano nella casa già da esso abitata.

Brani tratti da:
Gaetano Volpi, Avvertenze utili e necessarie agli amatori de’ buoni libri (1756), con note e illustrazioni, presentazione di Edoardo Barbieri, ISU Università Cattolica, Milano 2006, pp. 34, 45.


(in "Editoria & Letteratura", editoria.letteratura.it).

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“Il buio oltre la siepe”: dal libro al film e ritorno https://editoria.letteratura.it/il-buio-oltre-la-siepe-dal-libro-al-film-e-ritorno/ https://editoria.letteratura.it/il-buio-oltre-la-siepe-dal-libro-al-film-e-ritorno/#respond Wed, 22 Apr 2020 14:11:22 +0000 http://www/EDITORIA.LETTERATURA/wordpress/?p=8087 Dalla letteratura al cinema il passo, spesso, è brevissimo. Non così breve quello che hanno dovuto fare i produttori dell'adattamento cinematografico del "Buio oltre la siepe", dati i numerosi dubbi che la trasposizione in pellicola aveva sollevato all'epoca. Nonostante ciò, il film tratto dall'omonimo romanzo di Harper Lee si è rivelato un indubbio successo e ha permesso alla storia dei meravigliosi personaggi di Scout e Atticus di essere conosciuta da un larghissimo pubblico e di risuonare, ancora oggi, nei cuori di milioni di persone.

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Cinema letteratura si sono più volte incrociati lungo i rispettivi percorsi, dando spesso prova di una comunione d’intenti pur nella diversità di prospettive. Al giorno d’oggi «la commistione di generi e linguaggi è un dato di fatto», ci informa il giornalista e scrittore Alessandro Zaccuri, e questo atteggiamento condiviso è riscontrabile fin dagli albori della settima arte, quando Tolstoj, in un’intervista del 1908, tesseva gli elogi del cinematografo e si dichiarava disposto a realizzare un film.

Un rapporto di certo complesso ma quanto mai proficuo, come suggerisce Cuore di tenebra di Joseph Conrad, fonte d’ispirazione per la sceneggiatura di Apocalypse Now  di Francis Ford Coppola, il quale però confessa:

quando girai il film invece di portarmi dietro il copione tenevo in tasca una piccola copia verde di Cuore di tenebra, piena di appunti e di segni. Cominciai istintivamente a far riferimento a questa più che al copione.

Del caso editoriale di Cuore di tenebra ne parliamo nel libro Film da sfogliare (EDUCatt, 2013).

Il caso editoriale: Il buio oltre la siepe di Harper Lee

Copertina della prima edizione del Buio oltre la siepe di Harper Lee (Feltrinelli, Milano 1962).

Il buio oltre la siepe esce per la prima volta in Italia nel 1960, pubblicato da Giangiacomo Feltrinelli, e ottiene immediatamente il Premio Pulitzer. Dopo esserlo diventato in America, il romanzo si conferma da subito un best seller anche in Italia: la prima edizione da 10 mila copie viene acquistata a scatola chiusa dai librai e Feltrinelli si affretta a farne stampare una seconda edizione ancora prima che i volumi si vedano esposti nelle vetrine delle librerie. Nel 1962, arrivato alla quinta edizione, il libro si presenta con copertina cartonata con una sovraccoperta che mostra, sul tono del verde, il viso di Mary Bedham, l’attrice che interpreta la giovane protagonista Scout nel film basato sull’opera letteraria, uscito nei cinema americani il giorno di Natale dello stesso anno.

La versione nostrana del titolo non è una traduzione, bensì una scelta originale: To Kill A Mockingbird, titolo dell’edizione originale del 1960, risulta infatti intraducibile in italiano, essendo il mockingbird un uccellino diffuso negli Stati Uniti ma completamente sconosciuto in Europa. In ogni caso, poiché sia il mockingbird che la siepe rimandano simbolicamente allo stesso personaggio del romanzo, il titolo italiano risulta essere un’ottima soluzione. Oggi Il buio oltre la siepe viene ancora riproposto come un romanzo attuale e assolutamente da leggere; la dicitura «il romanzo consigliato da Barack Obama contro ogni razzismo e discriminazione» compare infatti in grande sulla fascetta delle ultime ristampe dell’“Universale economica” Feltrinelli.

(Maria Chiara Tricomi)

Quando, nel 1960, To Kill a Mockingbird venne pubblicato, nessuno si sarebbe aspettato un successo da 30 milioni di copie vendute, traduzioni in circa quaranta lingue e il Premio Pulitzer per l’autrice. Ma, una volta constatato l’appeal del romanzo, a mostrare cautela fu l’industria cinematografica: se l’umorismo sottile, la rappresentazione di un periodo storico ormai passato e la trattazione di problematiche sociali ancora presenti avevano attratto numerosi lettori, forse gli stessi ingredienti non avrebbero riscosso popolarità presso un’audience abituata a film incentrati sull’azione, sull’avventura o sul romanticismo. Il romanzo, ambientato negli anni trenta in una cittadina dell’Alabama, racconta infatti, attraverso lo sguardo infantile della giovane protagonista Scout, i conflitti razziali e l’emarginazione […].

Come afferma Barton Palmer, uno dei timori di Hollywood era quello di offendere parte dell’audience nazionale; gli Stati del Sud avrebbero infatti potuto percepire la critica sociale presente nel romanzo come un insulto alla loro storia e alle loro tradizioni. […] Fu quindi una sorpresa quando Alan Jay Pakula e Robert Mulligan, rispettivamente produttore e regista alle prime armi, entusiasti decisero di investire insieme alla Brentwood Productions – appartenente all’attore Gregory Peck, cui venne data la parte di Atticus Finch, padre di Scout e avvocato difensore di Tom Robinson – e riuscirono a farsi finanziare dalla Universal Pictures. Quello che era stato un investimento cinematografico per molti poco promettente non tardò a ricevere gli stessi apprezzamenti del best seller da cui era stato tratto: considerato ancora oggi «un evergreen e un unicum nell’intera storia del cinema americano», ricevette nel 1963 numerosi premi, tra i quali ben tre Oscar.

Un altro dei motivi che aveva reso To Kill a Mockingbird un progetto cinematografico poco appetibile era il fatto che la prima parte del romanzo, costituita perlopiù da narrazione episodica, è incentrata sulle avventure di tre bambini. […] La produzione volle rendere le atmosfere del romanzo e la visuale dei bambini un punto di forza anche per il film: prima di tutto furono scelti per l’interpretazione di Jem e Scout non giovani star di Hollywood, ma due ragazzini che prima di allora non avevano avuto esperienze nel cinema e che quindi avrebbero potuto offrire una recitazione estremamente spontanea; in secondo luogo si tentò di far vivere a entrambi la vita sul set come un momento di gioco. L’atmosfera giocosa e di stupore si percepisce già dai titoli di testa, che, accompagnati da un tema musicale delicato e misterioso, introducono da subito nel mondo interiore dei bambini.

Le numerose parti dialogate del romanzo, altra caratteristica considerata poco allettante in un film, diventarono infine un ulteriore punto di forza grazie all’interpretazione di Gregory Peck. L’attore riuscì a rendere perfettamente il personaggio di Atticus Finch sia nella veste di padre che in quella di avvocato, ma soprattutto in quella di un uomo che decide di affrontare a viso aperto il razzismo locale, convinto di dover essere un esempio per i suoi figli. La figura di Atticus è il fulcro della storia e a dimostrarlo è anche una delle scene più memorabili del film, la sequenza conclusiva del processo: gli uomini di colore, sul loggione del tribunale, si alzano in segno di rispetto nei confronti dell’avvocato che, nel giusto, ha comunque perso la sua causa. Un’immagine utopistica, ma, come afferma Riccardo Esposito, «libro e film raffigurano gli americani non com’erano o come sono, ma piuttosto come a molti di loro piace pensare di essere (o di essere stati)».

Brano tratto da:
Maria Chiara Tricomi, Gli americani, «come a molti di loro piace pensare di essere», in Film da sfogliare. Dalla pagina allo schermo, a cura di Velania La Mendola e Maria Villano, note di Roberto Cicala, Roberto Della Torre, Alessandro Zaccuri, EDUCatt, Milano 2013, pp. 78-79.


(in "Editoria & Letteratura", editoria.letteratura.it).

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