Nominata lo scorso mese commendatore dell’Ordine Reale al Merito di Norvegia per aver diffuso in Italia la conoscenza della letteratura e della cultura norvegese, Emilia Lodigiani è la fondatrice di Iperborea, piccola casa editrice specializzata nella pubblicazione di autori scandinavi, danesi, olandesi, belgi, islandesi ed estoni.

A distanza di 32 anni dalla fondazione, troviamo oggi a capo della casa editrice troviamo oggi il figlio Pietro Biancardi, che abbiamo intervistato in occasione di “Engaging the reader”, evento dedicato all’editoria e ospitato dall’Università Cattolica.  Trovate l’intervista qua.

Voci dell'editoria

Voci dell’editoria

In Voci dell’editoria, sesto libro della collana “Quaderni del Laboratorio di Editoria”, pubblicato da EDUCatt, è proprio la fondatrice di Iperborea, intervistata dall’autrice-studentessa Stefania Pellucchi, a darci il suo punto di vista sul mondo dell’editoria e della cultura nostrano.

Ecco un estratto dell’intervista.

Come è arrivata a fondare Iperborea e che idea aveva di questo mestiere prima di iniziare a fare l’editore?

Il cammino verso Iperborea è stato segnato da tappe che sembravano tutte slegate tra loro, finché a un certo punto, anche grazie a un suggerimento di mio fratello, mi sono trovata a fare l’editore. All’inizio la mia conoscenza dell’editoria si riduceva a Virginia Woolf, fondatrice di Faber&Faber, che aveva la macchina per stampare in cantina. Quando, però, ho capito che il progetto mi appassionava, ho imparato il mestiere da autodidatta, parlando con librai, distributori, stampatori, piccoli editori.

Nota delle differenze tra l’editoria estera e quella italiana?

Nei paesi nordici la cultura ha un peso incredibile. Ad esempio il ricavato dell’IVA sui libri (che è molto alta, 25% contro il nostro 4%) viene versato alle biblioteche che a loro volta comprano libri, instaurando così un circolo virtuoso; in Danimarca i bambini ricevono per il loro secondo compleanno l’iscrizione alla biblioteca, e in età prescolare di media portano a casa cinquanta libri l’anno. Oltre a sostenere la lettura in patria, i paesi nordici sono molto attenti anche alla diffusione della loro cultura all’estero, sia con centri di informazione e promozione, sia con forti sovvenzioni per le traduzioni.

Quali possibilità offre l’editoria ai giovani?

La domanda di lavoro è molto superiore all’offerta, per cui non è facile inserirsi in questo mondo. L’editoria è un mito per tutti gli studenti di materie letterarie, che secondo me in Italia continuano a essere preferite a quelle scientifiche a livello universitario, perché la nostra scuola dà una forte impostazione umanistica. Il fatto che poi non si aiuti è però una contraddizione in termini.

[…]

A quali modelli vi siete ispirati per il formato, la copertina e la quarta di copertina?

Per il formato il modello è stato quello dell’editore francese Actes Sud, che mi piaceva perché si nota e, benché un po’ stretto, si apre bene. Io l’ho allungato e ho inserito due fasce, una con il nome dell’autore e una con il logo di Iperborea. Ci sono, però, anche radici personali perché 10×20 è il formato del mattone e, venendo da una famiglia di costruttori, volevo mantenere questo legame. In copertina mettiamo sempre pittura o paesaggi nordici, come a voler creare un’equivalenza fra il dentro e il fuori. Per la quarta di copertina il modello è stato ancora Actes Sud: amo l’idea che l’editore esprima la sua opinione personale, impegnandosi così di fronte al suo pubblico. So di esigere molto dal mio lettore con quarte di copertina così lunghe, ma noto con piacere che ci siamo costruiti un pubblico fedelissimo.

 

Per leggere l’intervista completa:
L’editore. Catalizzatore di passioni
, in Voci dell’editoria. Interviste sui mestieri del libro, intervista di Stefania Pellucchi, Educatt, Milano 2008, pp. 44-45.


(in "Editoria & Letteratura", editoria.letteratura.it).

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