"LABORATORIO DI EDITORIA"

I cento anni di Arnoldo Mondadori:
un libro e un incontro
sull'eredità di un grande editore

Lezione aperta del direttore generale Mondadori Gian Arturo Ferrari e presentazione di un libro su "Libri e scrittori da collezione. Casi editoriali in cento anni di Mondadori" mercoledì 23 maggio a Milano in Università Cattolica, con Roberto Cicala e Luisa Finocchi
 

Sono passati cento anni da quando Arnoldo Mondadori iniziò la sua impresa editoriale dando alle stampe un giornale popolare nel 1907 come giovane garzone di una tipografia del suo paese, Ostiglia. Ora la casa editrice da lui fondata è la maggiore in Italia con una storia ricca dal punto di vista culturale e letterario. Per questo il Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica festeggia il centenario proponendo un’originale “lezione aperta” di Gian Arturo Ferrari, direttore generale della Divisione libri del Gruppo Mondadori su passato, attualità e prospettive, con Roberto Cicala, docente di Editoria in Università Cattolica e direttore del Laboratorio di editoria dell’ateneo, e Luisa Finocchi, direttrice della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
Nell’occasione viene presentato un nuovo volume che raccoglie studi all’insegna di Libri e scrittori da collezione (questo il titolo, edizioni ISU, a cura di Roberto Cicala e Maria Villano, con presentazione di Gian Carlo Ferretti): oltre 300 pagine illustrate per comprendere meglio l’attività di Arnoldo Mondadori, secondo il quale «l’editore si fa soprattutto col cuore».

Nel volume sei collane sono prese più di altre a modello: dalle illustrazioni della prima serie in assoluto (“Bibliotechina de «La lampada»”) alla rivoluzione degli “Oscar”, senza dimenticare il prestigio dei “Classici italiani” e la poesia dello “Specchio”.
Dalle corrispondenze emergono risvolti spesso inediti di Ungaretti, Saba, Sbarbaro, Buzzati e molti altri autori. Sono studiati anche i progetti editoriali naufragati (rivelando la nascita del motto “In su la cima”) e gli aspetti paratestuali delle copertine e delle forme di promozione, dall’inchiostro alla rete. Con illustrazioni e documenti tratti dall’archivio storico della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, che ha collaborato al progetto.
 Come scrive nella presentazione Gian Carlo Ferretti, tra i maggiori studiosi di editoria letteraria in Italia, si tratta di «una ricerca estesa e intelligente con risultati di sicuro interesse per le verifiche, integrazioni, scoperte che portano agli studi sull’editoria libraria in Italia. Questo libro si offre a percorsi numerosi, a una lettura “aperta”. Le sezioni e i capitoli si possono idealmente scomporre e disporre in combinazioni e successioni diverse, permettendo volta a volta di ricostruire alcune linee essenziali della storia mondadoriana, secondo un criterio biografico dall’apprendistato giovanile alla piena affermazione del “grande Arnoldo”, o secondo un passaggio storico dal fascismo alla Repubblica, o secondo un processo produttivo dal progetto al testo al contratto alla realizzazione materiale del libro, o secondo le politiche d’autore e di collana, o ancora secondo un iter promozional-distributivo dall’ufficio stampa alla pubblicità al mercato anche scolastico (con un capitolo finale molto ravvicinato sulla “Mondadori in rete”)».
Dell’impresa di Arnoldo Mondadori – avviata da tipografo nel 1907 con la stampa di un giornale popolare del suo paese intitolato “Luce”, delineatasi nel 1919 con la costituzione della casa editrice in suo nome, cresciuta ben oltre la sua morte nel 1971 fino ad ora, a un secolo dall’iniziale torchio a mano, saldamente al primo posto nel panorama italiano dei gruppi editoriali – questo libro illumina alcuni risvolti storicamente esemplari e talora inediti riflettendoli nel presente. I saggi sono di Leda Cavalmoretti, Gisella Ciarla, Elena Franciosi, Velania La Mendola, Beatrice Porchera, Elena Rancati, Elisa Rossi, Silvia Santini, Maria Villano, con una nota di Vittore Armanni e Luisa Finocchi.
Scrive Roberto Cicala nel saggio introduttivo che «nell’era digitale che sembra mettere in dubbio qualsiasi canone per il testo letterario, e per alcuni forse addirittura la futura esistenza del libro come siamo abituati a maneggiarlo da Gutenberg in poi, le diverse vicende studiate di consueta tensione dialettica tra autore ed editore, volte a traghettare un’opera letteraria dalla mente di chi l’ha scritta al cuore di chi la leggerà, non sembrano far venire meno il valore dei libri, della letteratura e della mediazione editoriale di direttori, consulenti, critici e dirigenti. Il catalogo Mondadori resta a testimoniare l’essenza dell’editoria italiana, industria con un approccio artigianale e una ricerca culturale che mantengono intellettualmente attraente la prospettiva di il lavorare al suo interno, senza però che siano tradite le esigenze di profitto, le uniche da sempre a dare futuro e sviluppo a un’impresa del genere: la storia del grande Arnoldo insegna anche questo».
Dalla stampa: «Il secolo di Mondadori può essere ripercorso in un volume prodotto dal laboratorio di editoria dell’Università Cattolica: una sfilata di ricerche a partire da un'attenta analisi delle fonti. E Mondadori, a spulciare questi studi degli allievi di Roberto Cicala, emerge con tutta la sua titanica personalità di imprenditore e uomo di cultura» (Stefano Salis, “Il Sole 24 Ore”, -“Domenica”, 20 maggio 2007).

Per il volume Libri e scrittori da collezione: info ISU 02 72342234, editoriale.isu@unicatt.it
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MILANO, 23 MAGGIO 2007
Mondadori, lunga vita all'editoria
Per i cent'anni della storica casa editrice presentato in Cattolica il volume curato dal professor Roberto Cicala e dagli studenti del Laboratorio di editoria del corso di laurea in Lettere

L’Università Cattolica e la Mondadori, insieme, si rivolgono agli editori di domani. Ospite nella sede di via Nirone Gian Arturo Ferrari, direttore generale della divisioni libri del gruppo di Segrate, alla cui presenza è stato “varato” il volume Libri e scrittori da collezione – Casi editoriali in un secolo di Mondadori, edito dall’Isu dell’Università Cattolica per i Quaderni del Laboratorio di editoria. Un’opera a cura di Roberto Cicala e Maria Villano, con la presentazione di Gian Carlo Ferretti.

In entrambi i momenti, protagonisti sono stati gli studenti del Laboratorio di editoria del corso di laurea in Lettere della Cattolica. Come uditori interessatissimi, ma soprattutto come primi autori del libro: una raccolta di materiali anche inediti (lettere, specialmente) riguardanti gli scrittori di casa Mondadori e il loro rapporto con l’azienda. Un percorso che muove dall’analisi di sei fortunate collane (Bibliotechina La Lampada per i bambini, Il romanzo dei ragazzi, Classici italiani, Lo Specchio, Medusa, Oscar) e si snoda poi attraverso alcuni autori “da collezione” (Alessandro Manzoni, Giuseppe Ungaretti, Umberto Saba, Dino Buzzati). Infine tocca i progetti poi naufragati (cioè ideati e non più realizzati), le copertine storiche, le strategie di promozione. Il tutto con le voci dei testimoni e dei protagonisti, filtrate attraverso il carteggio fra tanti celebri intellettuali e scrittori, da Ungaretti a Vittorini da Ortolani a Del Buono, fino ad Arnoldo Mondadori. In coda, un prezioso indice dei nomi.

Un’opera in cui fondamentale è stata la collaborazione con la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori che ha messo a disposizione il proprio vasto archivio. Proprio la direttrice dell’ente, Luisa Finocchi, ha lodato l’impegno profuso dai ragazzi e il risultato da essi conseguito nel testo finale. Ed è parso soddisfatto anche il professor Roberto Cicala (nella foto a destra), che ha auspicato che il libro possa «appassionare sempre più all’editoria chi studia per prepararsi a quest’attività».

Prima della presentazione, l’intervento di Ferrari (foto a fianco). Il dirigente editoriale si è concentrato sulla figura di Arnoldo Mondadori,  mitico fondatore dell’impresa. E ha individuato la “legge di Arnoldo”, nove principi di base per chi vuole intraprendere l’attività editoriale. Innanzitutto, essere ottimisti; perché, almeno secondo Ferrari, l’editoria come industria crescerà. «Il bisogno di cultura è crescente – ha assicurato -, e ci sono tanti analfabeti o semianalfabeti che usciranno da tale condizione».  Altra regola cardine, pensare in grande. Come fece Arnoldo che, nel dare il via alla propria avventura pensò a una casa editrice “nazionale” che si rivolgesse a tutti gli italiani. Obiettivo per cui servono risorse e managerialità: unire l’economia, i soldi, con la cultura, lo spirito. Tenendo sempre sacra la libertà dell’editore di pubblicare tutto ciò che vuole: cosa che il capostipite della Mondadori fece, ha ricordato Ferrari, anche all’epoca del Fascismo. Quindi, il rapporto con gli autori, che per la casa degli Oscar è stato sempre stretto e solido, a lungo termine. Fondamentale la fiducia reciproca, anche dal punto di vista economico, con l’editore lombardo sempre segnalatosi per la puntuale corresponsione dei compensi agli scrittori. Ma la legge di Arnoldo prevedeva, ed era forse il punto più importante, di essere sempre dalla parte del lettore.

Fare libri che incontrino le istanze del pubblico, piuttosto che trincerarsi dietro l’idea dell’editoria come arte. In quest’ottica rientra anche il principio di “qualità relativa”, che Ferrari ha così illustrato: «Non c’è una scala di valori assoluti, ma solo in relazione a ciascun genere ci sono libri buoni e altri cattivi». E qui, poi, tocca scegliere. Autonomia e dignità dell’editore, ha affermato poi, ci spingono preferire, piuttosto che i consulenti, i funzionari: coloro che sposano in tutto e per tutto una strada. Infine, spazio alle domande della platea, dove gran spazio si sono ritagliate le tecnologie più o meno nuove. Riguardo ai libri elettronici e ai libri on line, Ferrari ha rifiutato le ipotesi di una sostituzione del libro cartaceo con il digitale, almeno a breve e medio termine: «Al di là del taglio dei costi di distribuzione che l’on line assicura, quest’ultimo non riuscirà a soppiantare il libro tradizionale. Può avvenire, semmai, per alcune sue specifiche funzioni, e basta pensare alle cartine che ormai cedono il passo al tom-tom». Internet, ha concluso Ferrari, «può pensare di sostituire i testi stampati solo laddove sono dei meri veicoli di informazioni… Va bene per gli orari ferroviari, ma per i romanzi ci vogliono i libri».

Le autrici del libro
con Gian Arturo Ferrari e Roberto Cicala

Gian Arturo Ferrari durante la sua lezione;

accanto Roberto Cicala

 

Francesco Cocco

 

Articolo pubblicato sul sito

Cattolica News

[Pubblicato: 24/05/2007]

 

A cura di Laboratorio di Editoria
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